Lavoro per obiettivi, quindi flessibilità nella gestione del tempo per tutti i dipendenti. Patrizia Fabricatore, Vice President Human Resources di AstraZeneca spiega come le donne son un asset per il gruppo e come vengono valorizzate al suo interno.
D: Quali politiche ha implementato Astrazeneca per la conciliazione dei tempi casa/lavoro?
R: Astrazeneca crede nel commitment dei suoi dipendenti e nel lavoro per obiettivi, quindi offre flessibilità nella gestione del tempo. Anche se la presenza femminile è significativa – il 40% delle risorse interne sono donne, e il 23% sono donne dirigenti su 860 dipendenti- queste politiche di flessibilità si rivolgono a tutte le risorse del gruppo. C’è il telelavoro “on demand” per un massimo di 3 giorni a settimana, che viene usato da circa il 4,5% delle donne in azienda; c’è anche il part-time (4% delle donne circa) . Ma flessibilità significa anche libertà in ingresso e in uscita, consentono un margine di adattabilità alle esigenze personali (8-9:15 in ingresso; 16:45-18 in uscita), e possibilità di “accumulare” le ore agguintive o di straordinari per poi utilizzarli sotto forma di permessi. Infine abbiamo abolito la timbratura delle pausa pranzo per consentire ad ogni persona di regolarsi in base alle proprie esigenze e abbiamo da poco introdotto un servizio di assistenza legale nell’ottica, anche, del time-saving.
D: Ci sono ancora problemi, criticità legati alla gestione di una maternità in azienda? Magari in Italia rispetto all’estero ci sono criticità specifiche?
R: Facendo tesoro anche della mia esperienza personale, posso dire che se pianificata ed organizzata la maternità non è un evento traumatico nè per la mamma nè per l’azienda. L’importante è che la futura mamma abbia chiare le proprie esigenze ed aspettative e, se determinata a continuare il suo percorso professionale, non perda il contatto con l’azienda .
D: Se le istituzioni intervenissero per finanziare la flessibilità in azienda quale sarebbe la misura per lei più utile ed urgente?
R: Sarebbe necessario che la maternità non diventi un momento di isolamento rispetto all’azienda e che si consentisse, a tutte le mamme che lo vogliono, di tenersi in contatto, di continuare a lavorare anche da casa e magari fare dei corsi di aggiornamento durante il periodo di assenza. Perchè questa fase sia anche un’opportunità di valutare la propria posizione professionale e gli obiettivi futuri.
