Quando al colloquio di lavoro potremo dire fiere : “sì sono mamma”

Ho parlato recentemente con un professionista delle risorse umane olandese, e mi sembrava di aver avuto un contatto extra-terrestre. Mi spiegava con chiarezza, e noncuranza, che nel suo Paese in fase di colloquio di lavoro il fatto di essere sposate e di avere una famiglia costituisce un elemento positivo per la valutazione del candidato, perché vuol dire che una persona è completa, che ha stabilità emotiva ed è in grado di gestire responsabilità personali. Pronto, terra?! Quando da noi? Quando sarà possibile non mentire sullo stato familiare, sulle intenzioni procreative – a tutt’oggi domanda indiscreta, illegale ma molto diffusa? – anche in Italia? Al posto di dover sfilare la fede, di mentire sulle nostre stesse convinzioni e desideri, io sogno – io mi impegno – perché un domani si possa scrivere con fierezza quanti figli si hanno nel proprio curriculum. Ci stiamo lavorando….

  1. Credo che ci vorranno anni e generazioni affinché anche da noi si capisca che una persona sposata e con figli è semplicemente più completa, in particolare, che una mamma ha sempre una marcia in più, perchè i figli ti fanno tirare fuori risorse impensabili.
    Ciò che avviene in Italia avviene perchè la logica è quella di spremere al massimo le persone, ottenere il massimo impegno con il minimo esborso e le persone le spremi meglio se non hanno una vita familiare, se a casa non hanno nessuno che li aspetta. Invece di lavorare con persone felici della loro vita privata e quindi motivate anche a fare bene sul lavoro, energiche, si cerca di succhiare ad amebe infelici il massimo del tempo a loro disposozione. Ma la qualità? ma le energie? Mah…

  2. Laura

    A proposito di carriera e famiglia, la mia storia è tipo quella dell’extraterrestre… Qualche anno fa ero in cerca di un lavoro, ero sposata da due anni e avevo deciso di cambiare lavoro.
    Ho iniziato a mandare curricula e a fare dei colloqui..ora non so se sono io fortunata o le persone che ho incontrato erano paricolarmente gentili e tutte senza pregiudizi, fatto sta che tra tutte le persone che mi hanno fatto il colloquio, alcune non si sono neanche permesse di chiedermi se fossi o no sposata (ps. portavo sempre la fede al dito!) e le uniche due persone che me l’hanno chiesto mi hanno poi offerto un lavoro..io poi ho scelto quello che mi piaceva di più. In particolare, ad un colloquio dopo aver parlato delle mie esperienze lavorative, ecc…, finito il colloquio, me ne stavo andando e la persona mi dice :”Ah ma noto la fede…lei è sposata?” Ed io “Sì sì, sono sposata e ho scelto una fede bella grossa così che potesse notarsi da lontano…soprattutto per mio marito!!. Dopo due minuti mi h richiamato dicendomi che il posto era mio…Quello che volgio dire è che si possono incontrare tante persone con pregiudizi ma se già noi abbiamo un atteggiamento remissivo e quasi ci sentiamo in colpa per il fatto di essere mogli o mamme, è ovvio che dall’altra parte ci sarà un atteggiamento negativo. Se invece ci mostriamo fiere di quello che siamo e lo facciamo capire agli altri, avremo più possibilità di fare colpo!
    Ps. da ultimo vi dico il commento del mio capo quando gli ho detto che aspettavo un bambino..”Auguri! Sarà maschio o femmina?” Sono fortunata…

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