Il 77% dei dipendenti sono donne perché questo fa bene al business. Le mamme? Una risorsa per l’azienda, perché sono più pazienti, più concilianti e stabiliscono un legame più stabile con il cliente. Se entrate in PhonEtica, dovete essere pronti a sfatare una serie di luoghi comuni, da quello sui call center fino a quello sulla reception… Ne parliamo con Marco Durante, amministratore Deelegato della società.
D: Qual è il tratto distintivo di PhonEtica? Quando si entra in questa società non si capisce subito di cosa si tratta…
R: Qui in PhonEtica le qualità umane di ogni nostra risorsa sono fondamentali, perché Phonetica non è un call center ma un moderno Centro Servizi. Il cliente è quindi al cento e deve essere seguito con costanza e professionalità. Doti che spesso sono più marcate in donne con figli, tra i 30 e i 35 anni di età in media. La capacità di saper ascoltare, di voler risolvere un’eventuale problema e di capire le esigenze e le priorità tutte queste sono qualità che si sviluppano nella sfera privata quando si diventa mamme e che possono essere valorizzate anche da un punto di vista professionale. Infatti su 420 persone in totale, la maggior parte a Milano (380), il 77% sono donne e più sono mature, con figli meglio sono per il nostro business. Così come gli over 40 più in generale, ai quali abbiamo anche dedicato un’iniziativa specifica: “chance over40”.
D: Le mamme quindi fanno bene al business?
R: Direi di sì, per le qualità che sviluppano e per la fidelizzazione che hanno loro stesse verso l’azienda, se si trovano bene, e che quindi trasferiscono sul cliente. Non è facile al rientro dalla maternità saper conciliare vita privata e professionale, perché sul lavoro bisogna rientrare in un’ottica di business e non si può pretendere un “trattamento privilegiato”. Noi concediamo part-time e turni di lavoro favorevoli, oltre alla banca delle ore in modo da venirsi reciprocamente incontro sulle rispettive necessità. Una realtà che avete potuto conoscere voi stessi: ci sono nella sede di Milano donne che sono delle vere e proprie presenze “storiche” tra i banchi – ed i telefoni – di Phonetica. Donne che hanno potuto conciliare lavoro e famiglia, organizzandosi con turni compatibili e con referenti interni all’azienda pronti a vedere nella mamma il potenziale e non il problematico.
D: Quindi voi riuscite a fare dell’attività di call center un’attività a valore aggiunto, con personale inserito internamente, fidelizzato, con poco turnover e senza pregiudizi verso mamme e over 40?
R: Il valore aggiunto di una persona sta in lei stessa, nel suo know how, pensare di vivere su un continuo ricambio, magari con persone esterne e sempre nuove riduce forse i costi di gestione del personale nel breve termine, ma se si alzano gli occhi si capisce la miopia imprenditoriale di questa scelta.
