Linea diretta con gli hr specialist

Nella sezione “consigli pratici” per le mamme del sito, abbiamo appena inaugurato un nuovo spazio di confronto con hr specialist ai quali porre domande, chiedere consigli e dai quali ricevere, volta per volta, indicazioni su come affrontare tutti gli snodi principali per trovare un nuovo lavoro, dalla stesura del CV al colloquio. Con un occhio di riguardo a chi – come le neo-mamme – ha “rallentato” o provvisoriamente sospeso il proprio impegno professionale per esigenze private.

Inauguriamo questo spazio con il prezioso aiuto di Cristina De Tomasi, responsabile della selezione Gi Group, che per prima cosa indica le dieci regole d’oro per stende un curriculum completo, ben fatto quindi interessante per chi lo legge.

E se si accorciasse la maternità?

Durante una trasmissione di radio24 sull’occupazione femminile – alla quale partecipavo – ha chiamato una futura mamma che abita al confine tra Italia e Svizzera per sottolineare come in territorio elvetico, dove lei lavora, il periodo di congedo sia molto più corto rispetto all’Italia e come il nostro Paese dia più tutele. In effetti, il congedo lì è più corto – si limita a 14 settimane dopo il parto, contro i nostri 5 mesi obbligatori all’ 80% e gli altri sei facoltativi al 30% – ma siamo sicuri che sia davvero meglio avere una maternità così lunga? Non è forse un’arma a doppio taglio che se da un lato permette di stare a casa, dall’altro rischia di isolare la neo-mamma, perché per l’impossibilità di tornare a tempo parziale dopo i cinque mesi si utilizzano alla fine anche gli altri sei?

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La domanda che ritorna

E’ partito qualche giorno fa l’iter parlamentare della proposta di legge n.2956 in materia di parità di accesso agli organi delle società quotate in mercati regolamentati, promosso dalla deputata Alessia Mosca. Se la norma passasse, le nomine in seno ai consigli di amministrazione delle società quotate in borsa dovranno essere effettuate in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi. »

Che tipo di donna?

Siamo davvero “unite” noi donne sul tema dell’occupazione femminile? O c’è tra di noi uno scontro generazionale tra chi ha sacrificato sull’altare della carriera la famiglia – e non vuole sentir parlare di conciliazione – »