Interessante osservazione sul campo – in sala d’attesa, mentre aspettavo di incontrare un cliente – delle differenze di genere nel comportamento di tutti i giorni. Banco reception dopo essersi annunciata, la donna nota la pila di giornali e chieder gentilmente “Mi scusi, posso dare un’occhiata”? La signorina si scusa e dice che sono per uso interno dei dipendenti, li stanno giusto per smistare. Stessa ambientazione, banco reception, dopo essersi annunciato l’uomo adocchia il giornale e lo prende, senza chiedere nulla e va a sedersi comodo sulla poltrona. Una casualità? Un esempio stupido? Forse, certo ogni generalizzazione è riduttiva. Però è vero che noi donne tendiamo sempre ad avere un atteggiamento remissivo, a chiedere, a rimanere in disparte. Negli Stati Uniti questo atteggiamento è sintetizzato da molto esperti con la frase “women stay on the corner and do not sit on the table” . Si potrebbe anche desumere che la donna, ne caso specifico, è semplicemente più educata e che non è certo insegnandole ad essere una “uoma” più aggressiva che si migliorerà la leadership al femminile o si aiuteranno le donne a trovare soddisfazione nel mondo del lavoro. Insomma serve una terza via? Nel caso specifico una frase del tipo “lo prendo un attimo e lo restituisco subito”? Cosa ne pensate?
La donna chiede, l’uomo prende
Via libera al talento
Qualche volta le iniziative del fondo sociale europeo hanno risvolti pratici, destinati ad imprese e professionisti. Ecco un bel esempio: un libretto – passato in Italia assolutamente sotto traccia – che descrive perché anche nelle piccole e medie imprese i talenti al femminile sono una risorsa, anche economica, e come vanno valorizzati. Un utile documento da consultare e tenere da parte. vademecum aziende
Il Profilo di Anna Zavaritt

Anna Zavaritt è giornalista professionista. Ha lavorato per gruppi d’informazione economico e finanziaria sia internazionali, come Bloomberg, sia nazionali come il Sole 24 ore. Ha creato e gestisce un blog sull’occupazione femminile (La révolution en rose) e proprio perché questa tematica l’appassiona – ed è convinta che molto resti da fare – ha unito le forze con Cecilia Spanu e con Gi Group per creare il progetto moms@work.
