Terzo figlio? Molte reazioni contrastanti

La mia pancia – sono al 7° mese – mi consente interessanti esperimenti sociologici. Tra le donne, alle quali l’occhio cade subito sulla mia rotondità, la prima reazione è di tenerezza. Ma quando preciso che è il terzo, lo sguardo si modifica all’istante, in un misto di stupore e commiserazione. Come sei il terzo figlio fosse davvero al di là delle regole del buon senso. In effetti, so di essere un’anomalia anche per l’Istat – l’ultimo rapporto conferma un calo di circa 15 mila nascite nei soli ultimi due anni e la media già bassa di 1,4 bambini per famiglia è messo a dura prova – e in diversi negozi la mia ammissione mi da subito diritto alla carta sconti per famiglie numerose. Tra i capi del personale con i quali ci confrontiamo invece le reazioni sono spesso opposte. Da un lato il panico: “complimenti, e sei ancora in giro? Siediti!” . Dall’altro curiosità, come se pensassero: “ma allora ci credono davvero in quello che fanno, e forse funziona”.

Ma sono incurosita dalla mia stessa reazione. Alterno momenti in cui mi vengono le vertigini  e temo di dover mollare tutto per seguire la ditta Famiglia Spa – con mandato di rigore e razionalizzazione dei costi  – a momenti in cui mi dico che io ci credo davvero nella conciliazione, che sarà solo un’altra declinazione di questa parola, un altro equilibrio - forse più simile ad una scultura in perenne movimento di Calder che ad una semplice bilancia – ma che tutto questo fa pare di me. Forse mi piace complicarmi la vita, ma a me piace tanto fare la mamma, e mi piace tanto il mio lavoro. Non c’è una soluzione o una ricetta - il part time o il lavoro dipendente è meglio, oppure al contrario fare le mamme acrobate e sclerate è l’unica via – ma ci sono tante possibilità ed io ne sperimenterò una nuova, a dicembre! E ho la fortuna di farlo con un marito, un papà accanto, che di certo ci ha messo del suo ed ora è pronto a fare la sua parte. Anche questo conta molto. Che ne dite?

La domanda che ritorna

E’ partito qualche giorno fa l’iter parlamentare della proposta di legge n.2956 in materia di parità di accesso agli organi delle società quotate in mercati regolamentati, promosso dalla deputata Alessia Mosca. Se la norma passasse, le nomine in seno ai consigli di amministrazione delle società quotate in borsa dovranno essere effettuate in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi. »