Parents@work

Cecilia (la quadrismamma mia amica e co-fondatrice del progetto moms@work)  ed io abbiamo recentemente incontrato Avivah Wittemberg, la grintosa scrittrice americana che ha pubblicato come suo ultimo libro “Why women mean business”. Il suo ragionamento è semplice e pragmatico, nella miglior tradizione statunitense: le donne hanno ormai un ruolo determinante nelle scelte d’acquisto per le spese famigliari  (determinano l’80% degli acquisti);  oltre il 60% ha una laurea; dove c’è più occupazione femminile c’è anche più natalità e questo è un valore fondamentale per un Pese che non vuole “estinguersi”; le società americane quotate in Borsa con donne ai vertici hanno avuto performance di mercato migliori. Il ragionamento da noi non è ancora così immediato e lineare, e le abbiamo chiesto un parere sulla situazione italiana: “it will happen” ha tagliato corto. Un vaticinio che speriamo si realizzi presto. Ma nel frattempo – l’abbiamo incalzata – cosa ne pensa del nostro progetto? “It’s interesting but I would have called it parents@work because putting the main responsability of children’s care over the mother’s shoulder  makes her weaker in comparaison to the father”. Ascolto in silenzio, momento di smarrimento esistenziale: sono d’accordo anch’io che in un mondo migliore la responsabilità di cura è perfettamente condivisa da entrambi i genitori e che tanto il congedo quanto l’organizzazione del lavoro deve essere a misura di “genitore” e non solo di “mamma”.

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Il gioco dei ruoli

Chi di voi ha visto ieri sera la commedia sentimentale “Sarà perché ti amo”, con Sophie Marceau?

Dopo dieci anni di matrimonio, Ariane (Sophie Marceau) e Hugo (Dany Boon) sono nel pieno di una crisi di identità di coppia e decidono – per scongiurare l’incomprensione e il divorzio – di scambiarsi i ruoli per un anno. Così Ariane si ritrova da un giorno all’altro a dirigere l’impresa edile del marito; quest’ultimo invece si improvvisa venditore porta a porta di bigiotteria ma sopratutto padre a tempo pieno, lui che non ha mai partecipato ad una recita del figlio e che in casa non ha mai alzato un dito.

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The evolution of Dad

 

Papa’ alla riscossa. Si potrebbe riassumere così un’iniziativa molto interessante nata negli Stati Uniti da un regista che, quando è diventato padre,  è entrato in crisi e si è interrogato sul proprio ruolo all’interno della famiglia. Ne è nato un documentario ricco di testimonianze dove i papa’ d’America raccontano, riscoprono – e rivendicano – la propria importanza come genitori. Mettendo in discussione non solo gli equilibri tra le mura domestiche ma anche l’organizzazione sociale ed economica attuale, ancora basata sul modello del breadwinner, principale reddito e contribuente del nucleo famigliare.

Che ne pensate? Ennesima “trovata” americana o iniziativa all’avanguardia?