Moms at work, ma non solo

Lasciatemi raccontare brevemente cos’è successo ieri. Gli atti del convegno e le informazioni formali le troverete presto nella home page, qui voglio invece trasmettervi le impressioni. Il nostro progetto è partito a cavallo dell’anno 2010, siamo “usciti allo scoperto” a marzo con un ambizioso progetto: ristabilire da un lato un confronto positivo tra donne qualificate motivate che hanno avuto gap occupazionali legati alla maternità- o che “tengono duro” ma vorrebbero rimodellare i  propri tempi di vita professionale-   e le aziende, per reinserirle nel mercato del lavoro; e offrire dall’altro consulenza alle aziende sulla flessibilità a 360°, aggiornandole quindi anche sui disegni di legge e le scelte politiche sul tema. E ieri in effetti siamo riusciti a mettere tutti intorno ad un tavolo. Non è stato facile, fino all’ultimo eravamo in suspance: i capi del personale come reagiranno ad un invito su questo tema? Verranno? Le dirette interessate accorreranno sul piede di guerra? E le istituzioni si trincereranno dietro un testo scritto ad hoc dal portavoce senza aggiungere una parola di più o si potrà avere un reale confronto sul tema? Beh, devo dire che ha funzionato! C’erano molti responsabili delle risorse umane, anche delle aziende che ancora non si sono mosse – o sono alle prime armi – in questo campo, oltre ai “virtuosi”. Che peraltro non hanno usato questo spazio per farsi belli ma per ragionare seriamente su costi e benefici nella gestione flessibile delle risorse. Anche gli interventi delle mamme in sala sono stati molto seri, e provocanti ma ho apprezzato molto che erano tesi a trovare una soluzione, ad un dibattito e non ad una recriminazione o una lamentela. Come Silvia Alessi di Avanade che ci ha portato la sua testimonianza di confronto costruttivo con il proprio capo del personale. E le istituzioni – l’Assessore Boscagli e il rappresentante Cisl Gigi Petteni – al posto che una presenza “mordi e fuggi” si sono prestati fino alla fine dell’incontro al dialogo; così come Francesca Pelaia del dipartimento della Famiglia ha affrontato il tema con semplicità, senza nascondere snodi e criticità del finanziamento dell’art. 9. Si dice “chi si loda s’imbroda” quindi ora basta, volevo solo raccontarvi un piccolo successo, un primo piccolo passo avanti. Sappiamo che la strada è lunga, ma anche che con determinazione ed entusiasmo si può arrivare lontano.

Linea diretta con gli hr specialist

Nella sezione “consigli pratici” per le mamme del sito, abbiamo appena inaugurato un nuovo spazio di confronto con hr specialist ai quali porre domande, chiedere consigli e dai quali ricevere, volta per volta, indicazioni su come affrontare tutti gli snodi principali per trovare un nuovo lavoro, dalla stesura del CV al colloquio. Con un occhio di riguardo a chi – come le neo-mamme – ha “rallentato” o provvisoriamente sospeso il proprio impegno professionale per esigenze private.

Inauguriamo questo spazio con il prezioso aiuto di Cristina De Tomasi, responsabile della selezione Gi Group, che per prima cosa indica le dieci regole d’oro per stende un curriculum completo, ben fatto quindi interessante per chi lo legge.

Le donne lombarde hanno una Dote, usiamola!

Non si tratta di propaganda territoriale ma di uno strumento concreto per tutte le donne  che abitano in Lombardia e che sono”inoccupate” – cioè sono uscite dal mercato del lavoro, magari dopo una gravidanza – o disoccupate, a seguito della crisi e che adesso vorrebbero rimettersi in gioco.  Ve lo segnalo perché – grazie al nostro parner Gi Group – è più facile a farsi che a spiegarsi e può essere un primo importante passo per ritrovare un lavoro. »