“Grazie per l’aiuto” – “E’ naturale”

Una settimana senza tata, che proprio il lunedì è caduta e deve stare a riposo una settimana. Un infermo? All’inizio, quando il panico ha preso il sopravvento, anche perché nel nostro caso non abbiamo nonni in città. Ma poi – come nel gioco del tetris – mio marito ed io abbiamo “incastrato” tutti i nostri impegni, quelli dei figli e alla sera eravamo tutti a casa, stanchi ma sereni. Ho riscoperto doti da massaia - fare le pulizie è meglio di due ore in palestra, ed è gratificante vedere il risultato, immediato molto più di quanto si stende un business pan! – ma anche da crisis manager – quando il treno era in ritardo e il figlio fuori da scuola ad aspettarmi. Ma soprattutto ho riscoperto il valore di un partener di fianco a me, che c’è e aiuta. Perché se è vero che in azienda la squadra mista è vincente, lo è altrettanto a casa se il padre aiuta e tutto il peso della parola “conciliazione” non è solo sulle spalle della mamma. Ho detto mille “grazie, tesoro” “arrivo, scusa”  e lui mi guardava con aria stupita, dicendomi “figurati, mi sembra naturale!” . Ecco perché sono riuscita a lavorare questa settimana, e perché non escludo di fare un altro figlio: perché siamo due genitori!

Parents@work

Cecilia (la quadrismamma mia amica e co-fondatrice del progetto moms@work)  ed io abbiamo recentemente incontrato Avivah Wittemberg, la grintosa scrittrice americana che ha pubblicato come suo ultimo libro “Why women mean business”. Il suo ragionamento è semplice e pragmatico, nella miglior tradizione statunitense: le donne hanno ormai un ruolo determinante nelle scelte d’acquisto per le spese famigliari  (determinano l’80% degli acquisti);  oltre il 60% ha una laurea; dove c’è più occupazione femminile c’è anche più natalità e questo è un valore fondamentale per un Pese che non vuole “estinguersi”; le società americane quotate in Borsa con donne ai vertici hanno avuto performance di mercato migliori. Il ragionamento da noi non è ancora così immediato e lineare, e le abbiamo chiesto un parere sulla situazione italiana: “it will happen” ha tagliato corto. Un vaticinio che speriamo si realizzi presto. Ma nel frattempo – l’abbiamo incalzata – cosa ne pensa del nostro progetto? “It’s interesting but I would have called it parents@work because putting the main responsability of children’s care over the mother’s shoulder  makes her weaker in comparaison to the father”. Ascolto in silenzio, momento di smarrimento esistenziale: sono d’accordo anch’io che in un mondo migliore la responsabilità di cura è perfettamente condivisa da entrambi i genitori e che tanto il congedo quanto l’organizzazione del lavoro deve essere a misura di “genitore” e non solo di “mamma”.

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The evolution of Dad

 

Papa’ alla riscossa. Si potrebbe riassumere così un’iniziativa molto interessante nata negli Stati Uniti da un regista che, quando è diventato padre,  è entrato in crisi e si è interrogato sul proprio ruolo all’interno della famiglia. Ne è nato un documentario ricco di testimonianze dove i papa’ d’America raccontano, riscoprono – e rivendicano – la propria importanza come genitori. Mettendo in discussione non solo gli equilibri tra le mura domestiche ma anche l’organizzazione sociale ed economica attuale, ancora basata sul modello del breadwinner, principale reddito e contribuente del nucleo famigliare.

Che ne pensate? Ennesima “trovata” americana o iniziativa all’avanguardia?